| La paziente è una bimba di 10 anni, giocatrice di calcio e pattinatrice di livello agonistico. | |
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Dopo gli allenamenti, piuttosto intensi nonostante la giovanissima età, sentiva dolore al ginocchio dx, che durava a lungo anche a riposo; a circa un mese
dalla insorgenza dei sintomi fece le radiografie che non evidenziavano alterazioni. Per il persistere del dolore le venne richiesta una RMN che dimostrò una osteocondrosi del condilo
femorale interno. |
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Quando venne a controllo era stata già visitata da altri, che avevano consigliato di fare una artroscopia per rimuovere il frammento osteo-condrale
staccato. |
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Dato che nei bambini la letteratura scientifica afferma che le possibilità di guarigione spontanea sono molto buone ed il risultato finale sarebbe stato
migliore senza intervento che non dopo l'artroscopia, con i genitori abbiamo concordato di ridurre l'attività sportiva eccessivamente intensae di
eseguire controlli clinici periodici. |
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La ragazzina andò progressivamente migliorando ; dopo un anno, per decidere se riprendere o no l'attività sportiva abbiamo ripetuto la RMN del ginocchio. |
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Questo è il risultato finale, in cui si evidenzia il completo rimaneggiamento della osteocondrosi del condilo femorale interno, che ha tutti gli aspetti dell'osso sano. |
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Conclusioni : la nostra paziente conferma che in caso di una osteocondrosi giovanile generalmente non c'è necessità di un intervento chirurgico. I processi riparativi tipici dell'età possono permettere la restitutio ad integrum, se si forniscono le istruzioni su una corretta riabilitazione.
Se la natura permette una guarigione spontanea, è meglio soprassedere all'intervento (che potrà essere eseguito, se invece i processi naturali non arrivano
al risultato sperato). |
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