in una paziente giovane

 
  bontt_rx-preop.jpg Paziente di sesso femminile della  età di 47 anni, in buone condizioni generali,
E' caduta accidentalmente riportando frattura sottocapitata del collo femorale sin (classificata come Garden IV data la scomposizione e la verticalità della rima di frattura)
 bontt rx-preop1 Le radiografie dimostrano la notevole scomposizione dei frammenti sia nella proiezione antero-posteriore...
 bontt rx-preop2 che nella assiale (ingrandita) dell'anca
  A questo punto il dilemma è : operare di osteosintesi (con viti cannulate o placca a scivolamento) oppure applicare una protesi?
  entrambe le possibilità hanno dei vantaggi e degli svantaggi:
  - l'osteosintesi (che andrebbe fatta, se possibile, entro poche ore) ha il pregio di conservare l'osso del paziente e, se tutto va bene, di richiedere solo un eventuale secondo intervento per la rimozione dei mezzi di sintesi ; se non si verificano complicanze (ad es. la necrosi epifisaria o un'artrosi secondaria) costituisce la soluzione ideale. Il problema principale è costituito dal fatto che non è possibile il carico per diversi mesi perchè la frattura richiede più di 3 mesi per la consolidazione.
Le complicanze inoltre sono abbastanza frequenti e sono in buona parte proporzionali al tempo intercorso dal trauma alla osteosintesi: quanto più la testa femorale rimane poco vascolarizzata, tanto più è possibile una mancata consolidazione della frattura e la necrosi epifisaria.

  -la protesi (endo- o artro- protesi) sostitusce il collo e la testa femorale con una parte metallica che permette un carico più veloce e quindi il recupero più rapido. Il rovescio della medaglia è che la protesi è  un materiale non biologico e quindi non viene rinnovato dall'organismo umano e pertanto col tempo è soggetta a un consumo. Inoltre potrebbe essere sede di infezione, o di reazioni dell'organismo ospite (reazione da corpo estraneo) che possono tendere alla sua espulsione. Dato che la durata normale di una protesi d'anca è di 10-25 anni, in un giovane la probabillità che si debba rifare l'intervento è molto alta.
  Nei giovani perciò, quando è possibile, se la riduzione della frattura è buona, conviene ricorrere all'osteosintesi. Nei pazienti anziani oltre i 65 anni (o quando la riduzione della frattura non è possibile) è meglio ricorrere ad una protesi per evitare un lungo periodo riabilitativo.
  bontt rx-postop Abbiamo deciso perciò, dopo un colloquio con la paziente, che non accettava l'idea della applicazione di una protesi pur cosciente del rischio di una possibile futura necrosi epifisaria, di eseguire una osteosintesi con placca e viti,
bontt rx-postop1 Questo è il quadro radiografico della osteosintesi ottenuta senza aprire il focolaio di frattura, intracapsulare, nella proiezione antero-posteriore e nella proiezione assiale

  Se abbiamo fatto bene o male lo sapremo tra alcuni mesi
Per ora la paziente sta bene, si è alzata con due bastoni antibrachiali senza caricare il peso sull'arto inferiore sin.
    Al prossimo controllo aggiungeremo le immagini successive e vedremo quale sarà l'esito a distanza
   
   
   
   
   
   
   
   
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
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