Sunday 3 july 2011
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Attualmente c'è un crescente interesse
tra i chirurghi del piede verso le potenzialità delle procedure miniinvasive.
Applicata alla chirurgia del piede, la
chirurgia mini-invasiva (MIS) può essere eseguita in un tempo molto più breve di un intervento chirurgico tradizionale, con maggior rispetto per le parti molli.
L’intervento inoltre può essere fatto
bilateralmente in anestesia locale e l'inizio del carico è praticamente immediato.
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Cenni
storici
Nel 1986, Van Enoo
definì la chirurgica mini-invasiva come un'operazione effettuata tramite la più piccola incisione necessaria per una corretta procedura, e la
chirurgia percutanea come quella effettuata con un taglio minimo a cielo chiuso.
Una tecnica miniinvasiva percutanea richiede l'uso di strumenti dedicati e nella maggior parte dei casi di un fluoroscopio.
Lui e altri colleghi di Hong Kong pubblicarono la correzione di alluce valgo per via artroscopica ed endoscopica .
Nel 1991, Isham
descrisse una tecnica mini-invasiva per la correzione dei metatarsi.
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Da allora ci sono stati numerosi sviluppi della tecnica , che ora si avvale di strumenti dedicati e studiati
appositamente.
I risultati di recenti studi hanno dimostrato che i pazienti trattati con chirurgia mini-invasiva
per alluce valgo necessitano di un tempo minore di ospedalizzazione e recuperano più precocemente il cammino.
Perciò
le tecniche mini-invasive costituiscono una indicazione di prima scelta, specie per i pazienti ad alto rischio di ulcerazione.
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Indicazioni
Le procedure
mini-invasive per correggere deformità dell’alluce valgo sono indicate quando :
l' angolo (HVA) è uguale o inferiore a 40 ° e l'angolo intermetatarsale (IMA) è inferiore a 20 °.
Controindicazioni
Non è
consigliabile questo approccio nei pazienti con deformità gravi con IMA più grande che 20 °, nelle gravi malattie degenerative o nell’alluce molto rigido.
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Tecnica chirurgica
Con il paziente supino, dopo aver praticato una anestesia locale,
si applica (se ritenuto necessario) un laccio emostatico e
si disinfetta la cute nel modo consueto.
Il release dei tessuti molli mediante allungamento dei tendini oppure capsulotomia può essere fatto prima della osteotomia,
attraverso minuscole incisioni, di 2-3 mm. Così, ad esempio, si può sezionare l’ adduttore dell'alluce per correggere il valgismo e
portare l'alluce in varismo. Poi si fa un’ incisione prossimalmente alla borsite della testa del I metatarso. L'incisione viene
approfondita fino a raggiungere la superficie ossea della parete mediale del primo metatarso. Con una fresa ad alta velocità si
esegue una osteotomia lineare che viene completata con un piccolo osteotomo, che viene usato anche per mobilizzare la testa del primo metatarso. 1 o 2
fili di Kirschner incrociati vengono applicati per stabilizzare la testa del I metatarso in posizione corretta. L'operazione si conclude con una sutura cutanea con filo riassorbibile, che
non richiede la rimozione dei punti (oppure semplicemente con cerotti, che verranno rimossi dopo 15-20 gg.). I fili di Kirschner vengono quindi
piegati e tagliati.
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Trattamento post-operatorio
Viene applicato un bendaggio moderatamente compressivo che mantenga la correzione ottenuta.
Poi vengono eseguite le radiografie standard del piede (antero-posteriore, laterale e obliqua).
I pazienti possono camminare immediatamente con una scarpa post-operatoria a suola rigida, che non permette di sovraccaricare
l'osteotomia.
All'inizio si consiglia di camminare per tempi brevi e di mantenere il piede sollevato in scarico a riposo.
I fili di Kirscher rimangono in situ per circa 6 settimane dalla data dell'intervento.
Trascorso questo periodo vengono quindi rimossi in ambulatorio e vengono fatte altre radiografie.
A questo punto si può fare ciclette e il bagno e indossare scarpe morbide per 3-6 mesi.
Poi si può gradualmente tornare alle calzature solite.
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Di sandro
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Pubblicato in : Chirurgia del piede
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